Il coraggio di tuffarsi e la paura di farlo (Taken with instagram)
Promemoria: Prendersi cura del proprio cuore non necessariamente corrisponde a controllare i grassi sulla tabella nutrizionale (Taken with instagram)
Si è vero che siamo noi a disegnare le nostre paure e quindi capaci di cancellarle ma se non hai una gomma abbastanza grande?
La prima colazione è compresa nel prezzo. Dalle sette e trenta sino alle undici.
Esiste davvero la prima colazione? mi domando mentre sfidiamo ancora una volta la mia claustrofobia provando l’ascensore Schindler nuovissimo ma non troppo altrimenti avrebbe il touch. Perchè al Metropole c’era lo sfioramento e non il pulsante. Lo faccio perchè lui si senta orgoglioso di me. A me poco importa di complimentarmi con lo stupidissimo io che sono.
Respiro fortissimo e fisso i piedi ripetendomi che non sono in un luogo chiuso. Per poi subito dopo ripetermi che se non fossi in un luogo chiuso non mi starei fissando i piedi e convincendomi del contrario. Odiando la logica che appare improvvisa nei momenti meno opportuni si sente il suono dell’arrivo e come sempre sobbalzo.
Quando si aprono le porte c’è sempre gente che sorride, fissa, e sale. Con scioltezza. Normalmente. Io riesco a malapena ad alzare gli occhi giusto per confermare questo mio sondaggio comportamentale; riprendo a respirare per dirigermi nella sala dove ci sono torte sofficissime al limone, salame dei nebrodi, prosciutto, panini caldi con burro e marmellate di frutta biologica, caraffe di latte, ettolitri di caffè e tantissimi morbidi croissant con cioccolato , pistacchio e mandorle tritate.
Buongiorno Iaia.
Le fobie le verranno servite dalle ore 9 ore sino alle undici per poi proseguire fino a tarda notte. E anche lì:
open bar.
Cerco di distrarmi dalle tabelle nutrizionali inventando storie. Lui sorride un po’ triste e mi dice di pensare ad alta voce.
E allora stasera c’era la numero 3. La signorina Mango Curry dal Venezuela. Bella presenza, barattolo mediterraneo discreto e consistenza vellutata. Misure: 85-55-85. Proporzionata, insomma.
Poi la numero 9. La signorina Ribes Nero dalla Norvegia. Algida ma con un sorriso disarmante e allegro, barattolo poco formoso ma piacevolmente lineare. Misure 80-60-80.
La numero 12 Lampone Rosso e la numero 9 Mela Chili sono state squalificate per rissa all’interno dei camerini. Pare che la prima avesse preso in prestito del fondotinta di aceto senza il consenso della seconda.
Mr Chin, il tappo d’eccezione che solitamente chiude prosecchi, ha premiato dopo un testa a testa che ha tenuto con il fiato sospeso i telespettatori di tutto il mondo la numero 3.
Mango Curry si aggiudica l’ambitissima corona tappo di plastica disegnata dall’ingegner Maille come Miglior Senape aromatizzata tedesca nel mondo.
Seguendo l’avvincente concorso di bellezza ho dimenticato che nel mais per cento grammi ci sono ben ottanta calorie. Adesso devo solo smetterla di dire “Per te Miss Senape, finisce” con il tono della Carlucci e la serata è salva.
Questo inconcepibile egocentrismo al quale mi sottopongo come una medicina scritta sulla ricetta del dottore dalla calligrafia incomprensibile:
“Due foto al giorno prima e dopo i pasti. Riguardarle prestando attenzione al sovradosaggio. Nel caso consultare un altro occhio perchè quello adoperato potrebbe non essere obiettivo”
Ascolto Creep e dico “no. qui sono grossa”, “no qui sono vecchia”, “no qui sono grossa e vecchia”, “no. qui sono enorme”, “no questa non sono io”.
Sfoglio sull’iphone con l’indice fino alla fine dell’album e nessuna va bene. Nessuna di quella che sono è come doveva essere. E allora torno indietro e ricomincio.
“no qui sono vecchia”, dove prima ero grossa.
“no qui sono grossa”, dove prima ero vecchia.
E allora non mi arrendo e continuo. In fondo il mio unico obiettivo è ferirmi. Mica essere obiettiva.
Quanti anni sono ? Quasi quattro che non ne bevo. È questione di disciplina. Ma forse stasera saró indisciplinata. Conto fino a tre e decido.
C’è qualcosa che turba gli altri. Il mio controllo. Mi guardano mentre sto zitta e sorrido. Loro vogliono la pizza. Poi forse improvvisa voglia di pesce. Poi no. Voglia di carne. Dieci minuti bastano per decretare che no. Troppa fame per una pizza soltanto. Dicono nomi. Parlano di voglie. Pizze con carne e pesce e verdure e fritture. Cinese, giapponese, e kebap. Non con la b, mi dico mentre li guardo. Sorridendo. Smettono tutti di aver voglia quando dico ” per me non fa differenza “. Vorrebbero tagliarmi la testa. Ecco. Capisco di aver sbagliato compagnia quando si perde tempo a parlare di cibo piuttosto che. Essere insieme. Anche a digiuno.